Informativa n. 5
856mila euro per il campo sportivo, e intorno è ancora cantiere
di Remo Cavoto e Angelo Casciano — NOVA Nuovo Fare Comune
Oggi ci occupiamo del campo sportivo comunale e degli interventi realizzati su di esso in questi anni.
Partiamo dall'inizio. A San Marco un campo da calcetto all'aperto non c'è mai stato: l'unico esistente è quello all'interno della tensostruttura, prezioso d'inverno ma poco godibile proprio nella stagione in cui i ragazzi avrebbero più voglia di giocare, le sere d'estate. L'amministrazione di cui facevamo parte ritenne che il paese ne avesse bisogno e colse al volo l'opportunità del bando "Sport e Periferie" della Presidenza del Consiglio: un progetto da 699.960 euro, approvato nell'ottobre 2020, che insieme al campo polivalente prevedeva il rifacimento del manto del campo di calcio e la riqualificazione di tutta l'area.
A quel primo canale se ne è poi aggiunto un secondo, il programma di efficientamento energetico "C.S.E. 2025" del Ministero dell'Ambiente, per il fabbricato degli spogliatoi. In totale, tra i due: 856.435,20 euro, IVA compresa, tutti spesi e tutti liquidati. L'ultimo bonifico è del mese scorso.
Quest'estate, per la prima volta, il campetto è stato davvero vissuto: i tornei di pallavolo e di calcetto organizzati dal Forum dei Giovani hanno portato lì tante persone, tante sere, e hanno dimostrato nei fatti quello che avevamo immaginato: quello spazio è un centro di aggregazione importante per il paese. Su questo, avevamo visto giusto.
Il problema sono stati i tempi, e il modo. La gara fu aggiudicata a marzo 2023; il contratto firmato sette mesi dopo, a ottobre; i lavori, consegnati a inizio 2024, sono stati ultimati solo a novembre 2025: quasi due anni di cantiere, con l'impianto a lungo sottratto al paese. E oggi che l'opera è finalmente conclusa, la domanda è: conclusa come? Perché dopo aver speso tutte queste somme ci sono ancora spazi non completati, attrezzature previste e mai arrivate, impianti pagati che non risultano in funzione. Com'è possibile?
A questa domanda rispondiamo come sempre: solo con gli atti pubblicati all'albo pretorio. Ogni cifra che segue è verificabile.
PARTE PRIMA - Sport e Periferie: l'opera ridotta tre volte, sempre allo stesso prezzo
Il progetto finanziato prevedeva: un campo polivalente di 40 x 25 metri "di dimensioni regolamentari" per calcio a 5, volley e tennis; panchine coperte per giocatori e riserve e spalti in legno da 40 posti; un percorso attrezzato per i bambini nella villa comunale; aree parcheggio per atleti e persone con disabilità; un fotovoltaico da 10 kW per l'illuminazione; e il rifacimento del manto del campo di calcio, "compreso lo smaltimento del manto esistente presso discarica autorizzata", parole testuali del computo. Le immagini che pubblichiamo, con i fotoinserimenti ufficiali del progetto accanto alle foto di oggi, dicono il resto.
L'importo dei lavori non si è mai mosso: 537.000 euro dal primo all'ultimo atto. Il contenuto invece sì, tre volte:
- novembre 2022, prima della gara: il progetto viene "rielaborato per l'aggiornamento prezzi" da caro materiali, a quadro economico dichiarato invariato. Ma dal computo spariscono panchine, spalti e gran parte del parcheggio;
- giugno 2024, a contratto firmato: il campetto scende a 34 x 22 metri, il fotovoltaico da 10 a 3 kW, parcheggi e percorso dei bambini sono stralciati, e vengono azzerate tutte le migliorie offerte dall'impresa in gara: 50.590 euro di proiettori, arredi per gli spogliatoi, reti, tre anni di manutenzione. Erano le migliorie con cui l'appalto era stato vinto. Al loro posto è arrivato l'impianto di irrigazione: non un'aggiunta, una sostituzione;
- novembre 2025, a fine lavori: un'ultima perizia sposta ancora lavorazioni e lo smaltimento del vecchio manto esce di scena, sostituito dallo "stoccaggio nell'area di cantiere".
Sul caro materiali siamo netti: era vero e non lo contestiamo. Contestiamo che cosa si è scelto di sacrificare per assorbirlo, sempre in silenzio, con atti che dichiaravano "importi invariati" mentre l'opera si assottigliava.
Il risultato si vede. Il campetto è più piccolo del finanziato, non ha le panchine interne al recinto di gioco richieste dai regolamenti, non ha gli spalti: chi guarda le partite sta in piedi oltre la recinzione. L'illuminazione è dimezzata. E il fotovoltaico che doveva alimentarla, ridotto a un terzo, dagli elementi osservati nel sopralluogo di questi giorni e dagli atti disponibili non risulta ancora collegato al contatore: le foto mostrano l'inverter installato e i cavi liberi. I lavori risultano conclusi da novembre 2025.
E il vecchio manto? Una parte consistente è oggi all'aperto, nel piazzale di un immobile comunale a contrada Leccata, zona PIP: rotoli da due metri, tagliati esattamente come descritto dalla voce di perizia. Non il cantiere, non una discarica autorizzata; nessun atto pubblicato dispone quel trasferimento. Dagli atti risulta che la rimozione del manto è stata sub-affidata dall'appaltatore a una ditta sarda per 10.000 euro: un importo che appare compatibile con le operazioni di taglio e arrotolamento, mentre resta da chiarire se comprendesse anche il conferimento e lo smaltimento finale, che in appalti pubblici comparabili vale da solo oltre 45.000 euro su quella superficie. Chiediamo: quanti metri quadri sono stati conferiti a smaltimento, presso quale impianto, con quali formulari? E con quale titolo il resto giace in un piazzale comunale, a mesi di distanza dalla fine dei lavori?
Un ultimo dato: su 526.168 euro di lavori, all'unica impresa sammarchese coinvolta sono andati 52.724 euro in subappalto, il dieci per cento. È lo stesso tema che abbiamo posto sul PNRR: quanto di questi investimenti resta al territorio.
PARTE SECONDA - C.S.E. 2025: i prezzi scritti nei computi comunali
Mentre il cantiere era aperto, sul fabbricato degli spogliatoi si è aperto il secondo canale: l'Intervento 2 del programma C.S.E. 2025 per l'efficientamento energetico, per un importo complessivo di 162.906 euro. Tre forniture: l'impianto fotovoltaico da 19,92 kW (base d'asta 64.225 euro), gli infissi (58.537,78 euro) e il relamping (15.497,10 euro), tutte ad affidamento diretto e tutte all'impresa CML2 srl Di San Marco dei Cavoti.
Ci soffermiamo sui prezzi a base d'asta, che sono stati fissati dal Comune nei propri computi e che meritano di essere letti:
- gli infissi: 58.537,78 euro per 26 serramenti che sviluppano in tutto 22,14 metri quadri, perché quindici sono finestrelle da 60 x 30 centimetri. Qui il confronto lo offre lo stesso Prezzario regionale: la voce usata nel computo è la lettera "e" dell'articolo 18.030.013 l'infisso "scorrevole alzante a due ante", la più costosa della serie, 1.417,95 euro al metro quadro. Nella stessa serie, a parità di prestazioni termiche e acustiche, "l'infisso ad anta battente la tipologia che corrisponde a finestre e porte come quelle degli spogliatoi vale circa 960,00 euro" al metro quadro (lettere "b" e "c"). La sola scelta della lettera vale circa 10.300 euro in più sulla voce di fornitura, e porta il costo medio del singolo serramento a oltre 2.250 euro, finestrelle da 60 x 30 centimetri comprese. E per lo smontaggio dei vecchi serramenti si usa la voce prevista per gli "infissi in legno di particolare pregio da restaurare";
- il relamping: 15.497 euro per quindici plafoniere da controsoffitto, oltre mille euro a punto luce, di cui 6.750 euro di sola stuccatura e tinteggiatura: più del costo di tutte le lampade insieme. Nel computo non c'è un solo apparecchio esterno, e infatti le lampade fuori dal fabbricato sono ancora quelle vecchie;
- il fotovoltaico: 64.225 euro "a corpo", senza analisi del prezzo tra gli allegati, pari a circa 3.200 euro per kW contro i 1.100-1.600 dei valori medi rilevabili sul mercato regionale. E oltre al prezzo colpisce la collocazione, che le fotografie documentano: i moduli sono stati installati sulla copertura degli spalti esistenti del campo di calcio, disposti in file così ravvicinate da ombreggiarsi a vicenda quando il sole è basso, a ridosso del capannone adibito a deposito degli autobus che proietta la propria ombra sull'impianto e in prossimità di alberi ad alto fusto. Sono esattamente le condizioni che la buona progettazione fotovoltaica raccomanda di evitare, perché riducono la produzione. Esiste una valutazione di producibilità che giustifichi la scelta di quel sito? La chiederemo.
C'è poi un ponte tra i due finanziamenti. L'illuminazione a led degli spogliatoi era tra le migliorie offerte gratis in gara nel 2022, valorizzata 450 euro. Fu cancellata con la variante del 2024. L'anno dopo è stata ricomprata con il C.S.E. a 15.497 euro: stessa prestazione, due finanziamenti pubblici, trentaquattro volte il prezzo.
E un epilogo. A maggio 2026, dopo i collaudi dell'efficientamento, il Comune ha dovuto affidare con fondi propri l'installazione di caldaia e serbatoio per l'acqua calda degli spogliatoi: altri 5.368 euro dal bilancio comunale. Dopo 856mila euro, per la doccia calda serviva un altro intervento.
Il punto politico
Sgombriamo il campo da un equivoco: non intendiamo fare il processo alle varianti, alle perizie o alle scelte tecniche. Sono state decise da chi ne aveva il potere e le responsabilità, e non entriamo nel merito. I numeri li abbiamo raccontati perché i cittadini hanno diritto di conoscerli; i chiarimenti li chiederemo nelle sedi proprie, in Consiglio comunale, senza clamore.
Qui vogliamo porre una domanda molto più semplice, che non richiede di aver letto un solo atto.
Se questi lavori li avessimo fatti a casa nostra, con questi soldi, avremmo mai accettato di ritrovarci così? La breccia e il pietrame sciolto davanti alla porta d'ingresso, fin sul bordo del campo. La staccionata rotta e deteriorata, con la rete rossa da cantiere ancora attaccata. Le tubazioni srotolate in cortile. Il vecchio pavimento accatastato in giardino, in attesa di chissà cosa. Nessuno di noi lo avrebbe accettato. Non per 856mila euro: nemmeno per un decimo.
Ecco il ruolo della politica, come lo intendiamo noi: pretendere per gli spazi di tutti la stessa cura che ognuno di noi pretende per casa propria.
Il giudizio? Alla prova dei fatti
Il campetto pieno di ragazzi di quest'estate dimostra che quell'investimento era giusto. Ma dopo aver speso più di 850mila euro, quei luoghi dovevano essere riconsegnati al paese decorosi e completi, all'altezza di un intervento così importante: non con l'aspetto di un cantiere lasciato a metà. Non chiediamo colpevoli: chiediamo che il lavoro si finisca. L'area esterna sistemata, la staccionata riparata, il fotovoltaico messo in funzione, il vecchio manto portato dove deve andare. Il paese, e i ragazzi che quel campo lo riempiono, se lo meritano.
Noi continueremo a seguire la vicenda finché non sarà così.
Gruppo consiliare NOVA «Nuovo Fare Comune» - Remo Cavoto, Angelo Casciano.
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