Informativa n. 9
Tensostruttura: 236mila euro su uno spogliatoio di 176 metri quadri
di Remo Cavoto e Angelo Casciano - NOVA Nuovo Fare Comune
Il quarto dei cinque
Questo è il quarto dei cinque edifici del programma C.S.E. 2025 di cui vi raccontiamo, dopo il campo sportivo, il Palacrok e l'ex asilo nido. Il programma è il bando del Ministero dell'Ambiente per l'efficienza energetica dei Comuni: avviato con la delibera di Giunta n. 37 del 15 aprile 2025, progetto approvato con la delibera di Giunta n. 39 del 17 aprile 2025, cinque edifici, oltre un milione e centomila euro in tutto. Lo spogliatoio della tensostruttura di località Muretto è un fabbricato di 176 metri quadri, ventidue metri per otto, accanto alla tenda dove si gioca a calcetto. La tenda si affitta a due euro l'ora. Per rientrare di 236.410 euro bisognerebbe affittarla per 118.000 ore: tredici anni e mezzo, giorno e notte, senza fermarsi mai.
Messo accanto agli altri, questo edificio ha un primato. Il fotovoltaico, a prezzo di progetto, costa 4.950 euro per chilowatt: alla sede comunale lo stesso Comune ne paga 2.713, al campo sportivo 3.224, all'ex asilo nido 4.152. È l'impianto più caro dei quattro, l'ottantadue per cento più della sede comunale, a duecento metri di distanza, nello stesso progetto, approvato lo stesso giorno. Gli infissi sono pagati con la voce più cara delle tre usate nel programma per la stessa identica descrizione: 2.100 euro al metro quadro qui e al Palacrok, 1.825 all'ex asilo nido e alla sede, 1.417 al campo sportivo. E c'è un dato che riguarda tutto il programma: i fotovoltaici pagati con questi soldi sono tre, campo sportivo, ex asilo nido e tensostruttura, e per nessuno dei tre risulta agli atti un allacciamento alla rete. Al campo sportivo abbiamo fotografato i cavi liberi; qui un impianto spento a maggio e non ancora autorizzato a immettere a settembre.

Il fotovoltaico: certificato il 22 dicembre, spento a maggio, non autorizzato a settembre
Quando un'impresa finisce una fornitura, chi la dirige per il Comune firma un certificato di regolare esecuzione: dice che il lavoro è fatto e fatto bene. Da quel certificato parte la fattura, e dalla fattura il pagamento. Per il fotovoltaico dello spogliatoio quel certificato porta la data del 22 dicembre 2025. Quello che è successo dopo lo raccontano gli atti e le foto.
Il progetto prevede un impianto da 9,96 chilowatt per 49.300 euro. La fornitura è aggiudicata con la determina n. 478 del 25 giugno 2025 per 47.781 euro più IVA. La determina n. 398 del 26 maggio 2026, che paga, elenca: verbale di attivazione del 7 luglio 2025, certificato di ultimazione e certificato di regolare esecuzione del 22 dicembre 2025, dichiarazione di posa in opera a perfetta regola d'arte, fattura n. 199 del 29 dicembre 2025.

Sul tetto, nella foto, i pannelli sono diciotto, in fila, e accanto i due collettori. Diciotto pannelli per 47.781 euro più IVA: pochi, per quella cifra. Di che modello e di che potenza siano non lo dice nessun atto: la fattura è a corpo, «impianto fotovoltaico», e la dichiarazione di conformità con marca, modello e potenza dei moduli non è pubblicata. Nessuna variante, nessuna perizia, nessuna modifica dell'affidamento risulta all'albo o al protocollo.

Il 4 maggio 2026, quattro mesi dopo il certificato, abbiamo fotografato l'impianto. Sull'inverter la spia di funzionamento è rossa e quella della rete è spenta; nel quadro in corrente alternata gli interruttori sono abbassati; accanto c'è una batteria di accumulo con tutte le spie spente, una batteria che nel computo non esiste. Tre settimane dopo, il 26 maggio, il Comune paga per intero.
Il 25 settembre 2026 siamo tornati, e da un controllo fatto lo stesso giorno il contatore non risulta ancora autorizzato all'immissione in rete dell'energia prodotta. Nove mesi dopo il certificato di regolare esecuzione, quattro mesi dopo il pagamento, l'impianto non può ancora immettere in rete quello che produce. Negli atti dell'albo e nel registro di protocollo non c'è un documento sull'allacciamento alla rete di questo impianto.
La pompa di calore che sparisce in cinque giorni
La delibera di Giunta n. 39 del 17 aprile 2025 approva per lo spogliatoio una pompa di calore da 61.647 euro. Cinque giorni dopo, con la determina n. 287 del 22 aprile 2025, il settore tecnico avvia invece la procedura per un impianto solare termico da 38.250 euro «in luogo dell'intervento sulla centrale termica», citando un «nuovo documento di indirizzo alla progettazione» che non è allegato e che la Giunta non ha mai approvato. Non c'è una riga che spieghi il cambio.
La fornitura è aggiudicata con la determina n. 467 del 25 giugno 2025 per 36.900 euro più IVA, collaudata il 12 gennaio 2026, ultimo giorno utile del contratto, e pagata per intero con la determina n. 396 del 26 maggio 2026.
Sul tetto, nella foto qui sopra, si vedono due collettori. Trentaseimilanovecento euro più IVA: 18.450 euro l'uno. Che cosa comprenda quella cifra non lo dice nessun atto, perché nel quadro economico è una voce sola, «impianto solare termico», a corpo. Chiedete a chi ha messo il solare termico a casa quanto l'ha pagato.
Il resto, in breve
Gli infissi: 90.980 euro a progetto, 90.798 pagati con la determina n. 397 del 26 maggio 2026, per nove porte da un metro per due e venti e quattordici finestre, quasi tutte da un metro per novanta. La voce di computo è la stessa del Palacrok: «infisso in alluminio verniciato, profili estrusi di alluminio verniciato bianco, scorrevole alzante a due ante», 2.100,90 euro al metro quadro. A quel prezzo una porta viene 4.622 euro, la finestra da settanta per novanta 1.323, in media 3.956 euro a pezzo compresi smontaggio, smaltimento e ripristini. Gli infissi montati, però, sono in PVC, non in alluminio, e a battente, non scorrevoli: si vede dalla porta d'ingresso nella foto, e lo si tocca con mano. Attorno ai telai l'intonaco è quello di prima, crepe comprese.

Guardate la foto. Dopo 236mila euro, l'impressione che si ha davanti a questo edificio è la stessa di prima: intonaco crepato, pezzi scrostati vicino alla porta, muri lasciati come stavano. Un fabbricato che sembra abbandonato, dove di tutti quei soldi, da fuori, non si vede niente. Chi entra trova le finestre nuove e le lampade nuove; chi passa non si accorge di nulla.

Il relamping: 19.035 euro a progetto, 18.300 pagati con la determina n. 395 del 26 maggio 2026, per ventiquattro lampade a led, 793 euro l'una, di cui 310 di stuccatura e pittura del soffitto.
Il gas: nel 2023 il Comune ha pagato l'allaccio dello spogliatoio alla rete del metano con la determina n. 603 del 31 ottobre 2023; nell'agosto 2024 ha comprato 5.000 euro di propano in bombole per lo stesso impianto con la determina n. 531 del 28 agosto 2024; il 13 gennaio 2025 è arrivata al protocollo una segnalazione sul mancato collegamento al metano; tre mesi dopo ha deciso di togliere la caldaia.
La diagnosi energetica: fra i cinquanta allegati della delibera n. 39 c'è per due edifici su cinque. Per lo spogliatoio non c'è. Nessun documento dice quanto consuma questo edificio e quanto dovrebbe risparmiare con 236mila euro di interventi.
Il precedente: sullo stesso spogliatoio si era già intervenuti nel 2023, 27.616 euro affidati con la determina n. 828 del 29 dicembre 2022 su un progetto, la delibera di Giunta n. 41 del 24 novembre 2022, che prevedeva pavimenti, rivestimenti, sanitari, infissi in alluminio a taglio termico, luci a led e caldaia nuova. Tutto l'edificio, per meno di un ottavo di quanto speso adesso. Che cosa sia stato montato davvero allora, gli atti pubblicati non lo dicono: non c'è un certificato di regolare esecuzione all'albo. Lo abbiamo chiesto.
Perché?
Arrivati qui, la domanda che ci facciamo tutti è una: perché? Perché pagare un infisso 2.100 euro al metro quadro, un collettore solare 18.450 euro, un fotovoltaico l'ottantadue per cento più caro di quello che lo stesso Comune paga alla propria sede? Perché pagare per intero un impianto fotografato spento tre settimane prima? Perché, nove mesi dopo averlo certificato finito, quell'impianto non è ancora autorizzato a immettere in rete?
Guardiamo come sono andate le gare. Quattro affidamenti diretti, sotto i 140.000 euro, con richiesta di offerta sul mercato elettronico: per ognuna è arrivata una sola offerta. Quattro ribassi da niente: lo 0,2 per cento sugli infissi, 182 euro su 90.980; il 3,1 sul fotovoltaico; il 3,5 sul solare termico; il 3,9 sul relamping. Prezzi a base di gara scritti dall'ufficio e accettati quasi al centesimo, come al Palacrok, dove i ribassi erano dell'1,4, dell'1,2 e dello 0,9 per cento. Un'impresa che prima del maggio 2025 non era mai comparsa in un atto del Comune e che si porta a casa due forniture su quattro. Un'altra che con questa arriva a cinque forniture su tre edifici del programma.
Quando un prezzo è quasi il doppio di quello che lo stesso Comune paga altrove, la differenza non sparisce: qualcuno la incassa. Chi? Noi non lo sappiamo, e non lo diciamo. Sappiamo chi la paga: voi. Per questo le domande le facciamo a chi ha scritto quei prezzi, a chi ha firmato quei certificati e a chi ha pagato senza guardare. Chiederemo conto all'Amministrazione, e a chi di dovere, se queste scelte sono normali e perché i soldi pubblici vengono spesi in questo modo.
Chi ha fatto i lavori
Il fotovoltaico è della De Masi Srl di Napoli, la stessa dell'ex asilo nido. Il solare termico e il relamping sono della Engineering Evolution Srl di Apice, che prima del maggio 2025 non compare in nessun atto pubblicato dal Comune. Gli infissi sono della LFS Group Srl di Grottaminarda, cinque forniture su tre edifici del programma. Le domande, come sempre, non sono per le imprese ma per chi le ha scelte, per chi ha firmato i certificati di regolare esecuzione e per chi ha scritto i prezzi.
Dove stanno gli atti
Il programma C.S.E. 2025: delibera di Giunta n. 37 del 15 aprile 2025 e delibera di Giunta n. 39 del 17 aprile 2025 con i computi e il quadro economico dell'intervento 5. Gli avvii: determina n. 284 del 22 aprile 2025 per gli infissi, determina n. 285 del 22 aprile 2025 per il relamping, determina n. 286 del 22 aprile 2025 per il fotovoltaico e determina n. 287 del 22 aprile 2025 per il solare termico. Le proposte di aggiudicazione: determina n. 321 del 5 maggio 2025, determina n. 322 del 5 maggio 2025, determina n. 323 del 5 maggio 2025 e determina n. 324 del 5 maggio 2025. Le aggiudicazioni: determina n. 467 del 25 giugno 2025, determina n. 478 del 25 giugno 2025, determina n. 479 del 25 giugno 2025 e determina n. 480 del 25 giugno 2025. Le liquidazioni, con le date dei certificati: determina n. 395 del 26 maggio 2026, determina n. 396 del 26 maggio 2026, determina n. 397 del 26 maggio 2026 e determina n. 398 del 26 maggio 2026.
I lavori del 2022 e 2023: delibera di Giunta n. 41 del 24 novembre 2022, determina n. 747 del 7 dicembre 2022, determina n. 828 del 29 dicembre 2022, determina n. 413 del 28 luglio 2023, determina n. 520 del 26 settembre 2023, determina n. 633 del 6 novembre 2023, determina n. 603 del 31 ottobre 2023 per l'allaccio al metano e determina n. 531 del 28 agosto 2024 per il propano.
Il punto
Con 236mila euro una famiglia di San Marco ci compra una casa nuova e ci va ad abitare. Il Comune ci ha comprato un fotovoltaico che non può immettere in rete, due collettori da 18.450 euro l'uno, ventitré infissi in PVC pagati come alluminio scorrevole a quattromila euro l'uno e ventiquattro lampade a ottocento. E ha pagato tutto, per intero, sulla parola dei certificati. Sullo stesso edificio dove tre anni prima, con 27.616 euro, si era già intervenuti su tutto, dai pavimenti alla caldaia. E che, a guardarlo da fuori, sembra ancora un edificio abbandonato.
Non sono soldi del Sindaco e non sono soldi delle imprese. Che arrivino da un contributo del Ministero e non dalle tasse comunali non li rende soldi di nessuno: sono soldi di tutti, raccolti altrove e spesi qui. Sono i vostri.
Depositiamo istanza di accesso agli atti sui certificati di ultimazione e di regolare esecuzione del fotovoltaico e del solare termico con i relativi verbali, sulla dichiarazione di conformità del fotovoltaico con numero, marca, modello e potenza dei pannelli montati, sulla pratica di connessione alla rete e sull'autorizzazione all'immissione, sulle schede tecniche degli infissi forniti, sul nuovo documento di indirizzo alla progettazione citato nella determina n. 287 del 22 aprile 2025, sul certificato di regolare esecuzione dei lavori del 2023 e sullo stato dell'allaccio al metano.
Resta la sede del Comune in piazza Risorgimento. Sarà la prossima informativa, e a quel punto metteremo in fila i cinque interventi, uno accanto all'altro.
Continueremo a leggere gli atti e a raccontarveli. Perché controllare e informare i cittadini è il nostro compito.
Gruppo consiliare NOVA «Nuovo Fare Comune», Remo Cavoto e Angelo Casciano
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