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Informativa n. 4

La galleria della variante e l'immobile comunale occupato dal 2020

di e — NOVA Nuovo Fare Comune

SS 212: l'opera si inaugura, ma i conti del Comune restano aperti.

Nei prossimi giorni si inaugura la galleria "San Marco", cuore del secondo stralcio della variante alla SS 212: un investimento complessivo di oltre 67 milioni di euro secondo i dati diffusi da ANAS, cui si aggiungono i circa 36 milioni del primo stralcio ancora in corso. Un'opera attesa, di cui a San Marco si discutono da tempo benefici e ricadute: c'è chi guarda ai collegamenti più rapidi verso Benevento e chi, tra i commercianti e le attività del centro, teme che il traffico deviato fuori dal paese riduca il passaggio. Sono valutazioni legittime, che si potranno soppesare solo con il tempo.

Quello che invece si può già documentare oggi, atti alla mano, riguarda i rapporti economici tra il Comune e la società che esegue i lavori. È di questo che ci occupiamo, come sempre: fatti, numeri e qualche domanda legittima.

Un immobile comunale, sei anni di canoni mai incassati

Nel maggio 2020 il Comune, con regolare asta pubblica, ha concesso in locazione alla Società Consortile San Marco a r.l. (P.IVA 01759610627), esecutrice dei lavori, l'ex asilo nido di via Matteotti: circa 400 metri quadri a uso uffici di cantiere, al canone di 1.000 euro al mese oltre IVA per 30 mensilità (determine del Settore Tecnico n. 218 e n. 280 del 2020). Che il rapporto fosse operativo lo attesta lo stesso Comune, che in una determina del marzo 2022 definisce la società "affittuaria" e richiama il "canone di fitto dovuto al comune".

Dalla consegna dell'immobile sono trascorsi più di sei anni. Sulla base degli atti pubblici, non risulta a oggi l'incasso dei canoni. Una stima prudenziale del dovuto, aggiornata a luglio 2026:

  • Periodo contrattuale (maggio 2020 - ottobre 2022): 30 mensilità da 1.000 euro = 30.000 euro oltre IVA.
  • Periodo di occupazione successivo (novembre 2022 - luglio 2026): in assenza di un rinnovo formale, per l'occupazione dell'immobile è comunque dovuta un'indennità non inferiore al canone: 44 mensilità = 44.000 euro.
  • Totale per il solo utilizzo dell'immobile: circa 74.000 euro.

Si tratta del corrispettivo per l'uso di un bene comunale da parte del soggetto che realizza un appalto di lavori il cui importo, riportato sul cartello di cantiere, è di 36,6 milioni di euro, all'interno dell'opera complessiva da oltre 67 milioni.

Le utenze: luce, acqua e TARI

Al canone si aggiunge il capitolo delle utenze. L'energia elettrica dell'immobile risulta ancora intestata al Comune: i consumi degli uffici di cantiere sarebbero quindi a carico dell'ente. Sull'entità reale di quei consumi abbiamo presentato una formale istanza di accesso agli atti, a oggi senza riscontro. Per l'acqua, fornita dall'acquedotto a gestione comunale con contatori richiesti già tra il 2020 e il 2021, chiediamo quanti metri cubi siano stati consumati, fatturati e incassati. Quanto alla TARI, il Comune è arrivato a sollecitare in un unico atto, nel gennaio 2026, le annualità dal 2021 al 2025: cinque anni insieme, con la prima ormai prossima al termine di decadenza.

Fitto e utenze delineano un quadro di crediti dell'ente rimasti a lungo non riscossi, per un importo che, ai soli canoni certi, supera i 70.000 euro.

La diffida tardiva e la "trattativa" sulle migliorie

Solo nel marzo 2026 il Comune ha avviato una diffida e messa in mora per canoni e utenze. In Consiglio comunale il Sindaco ha riferito di una trattativa in corso: la società avrebbe eseguito delle migliorie all'immobile e chiederebbe di compensarle con i canoni non versati.

Su questo punto ci limitiamo a richiamare il quadro normativo. L'articolo 1592 del codice civile esclude ogni indennità per i miglioramenti in assenza di consenso del locatore, che per un ente pubblico deve risultare da un atto scritto. Inoltre, la compensazione presuppone crediti certi, liquidi ed esigibili, e il canone in questione deriva da una procedura ad evidenza pubblica. Chiediamo dunque su quali basi giuridiche e con quale quantificazione una simile compensazione sarebbe ammissibile.

Un credito da tutelare prima della chiusura del cantiere

C'è una ragione di urgenza che riguarda tutti i cittadini. La Società Consortile San Marco è una società costituita per l'esecuzione di quest'opera: conclusi i lavori e i collaudi, è destinata alla liquidazione. È nell'interesse del Comune accertare e formalizzare il proprio credito prima di quel momento, quando il recupero risulterebbe più complesso. Per questo chiediamo se e come tali crediti siano stati iscritti nei rendiconti tra le entrate: un credito non accertato in bilancio è un credito che rischia di non essere mai riscosso.

I 233.000 euro dell'efficientamento sull'ex asilo nido

Un ulteriore aspetto merita chiarimento. Nel 2025 il Comune ha realizzato proprio sull'ex asilo nido un intervento di efficientamento energetico finanziato con circa 233.000 euro di fondi ministeriali. I relativi bandi richiedono, di norma, che l'edificio sia nella piena disponibilità dell'ente e non concesso in uso a terzi. Non spetta a noi accertare la regolarità della procedura, che compete agli organi preposti; chiediamo però all'Amministrazione di chiarire cosa sia stato dichiarato in sede di candidatura riguardo alla disponibilità dell'immobile, anche per escludere qualsiasi rischio di revoca del finanziamento.

A questo intervento dedicheremo un approfondimento a parte: una delle prossime Informative ne analizzerà il progetto per intero, dai requisiti di ammissibilità fino agli affidamenti e alle liquidazioni.

Le strade comunali e le garanzie

Il tema delle strade è documentato dallo stesso Comune. Con nota prot. 5394 del 25 luglio 2024, il Sindaco ha chiesto alla società e ad ANAS il "ripristino dei tratti di viabilità comunale dissestati" dal passaggio dei mezzi di cantiere. La risposta è giunta alcuni mesi dopo, ma a oggi i ripristini non risultano eseguiti. Chi utilizza le strade comunali con mezzi pesanti è tenuto, in via ordinaria, a garantire il ripristino dei danni, anche mediante idonea garanzia finanziaria. Chiediamo pertanto se una simile garanzia sia mai stata richiesta in relazione a questo cantiere, se ne sia stato determinato l'importo e se, a fronte dei danni non riparati, l'ente abbia attivato gli strumenti previsti.

Il punto politico

Non discutiamo l'utilità dell'opera, né la legittimità degli atti, che spetta agli organi competenti verificare. Parliamo della gestione, da parte dell'Amministrazione, dei rapporti economici con la società esecutrice: canoni, utenze, crediti a bilancio, garanzie sulle strade.

Resta allora una domanda di fondo, che i cittadini hanno il diritto di porsi: perché, in quasi quattro anni, l'Amministrazione non ha preteso il rispetto elementare del nostro territorio e delle regole che ogni cittadino osserva ogni giorno - pagare ciò che si deve, riparare ciò che si rompe, tutelare un bene di tutti? Non chiedevamo nulla di straordinario. Eppure ciò che a un qualsiasi cittadino verrebbe preteso senza sconti, a chi realizza un'opera da decine di milioni non è stato chiesto. Noi non facciamo processi alle intenzioni e non ci interessano le illazioni: ci interessano i fatti. Ma i fatti, messi in fila, una spiegazione la esigono. E finora non è arrivata.

Su ciascuno di questi fronti chiediamo conto, con documenti alla mano.

Il giudizio? Alla prova dei fatti

I benefici della nuova viabilità si valuteranno nel tempo, quando l'opera sarà pienamente in funzione. Oggi viene prima un'altra questione: la tutela delle risorse e del patrimonio del Comune. Come gruppo consiliare depositiamo un'istanza di accesso agli atti su contratto di locazione, canoni, utenze elettriche e idriche, iscrizioni a bilancio e garanzie relative al transito dei mezzi pesanti. Continueremo a vigilare, a verificare gli atti e a informare la comunità, perché sui beni e sui soldi pubblici non contano gli annunci, ma i risultati.

I consiglieri di NOVA "Nuovo Fare Comune" Remo Cavoto, Angelo Casciano

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