Informativa n. 10
Sede del Comune: il quinto edificio, e il conto del C.S.E. 2025 arriva a 1.089.357 euro
di Remo Cavoto e Angelo Casciano - NOVA Nuovo Fare Comune
Il quinto edificio
Il Palazzo Colarusso, la casa comunale, chiude il giro dei cinque edifici del programma C.S.E. 2025, approvato con la delibera di Giunta n. 39 del 17 aprile 2025. Qui bastano poche righe. La diagnosi energetica allegata alla stessa delibera stimava gli interventi 76.265 euro; la Giunta ne ha approvati 193.336 senza IVA (235.870 con l'IVA). Le quattro forniture sono andate in affidamento diretto, con una sola offerta ciascuna e ribassi fra 6,84 e 98,41 euro. La centrale termica vale 90.807 euro in una riga sola, senza l'analisi prezzi che il computo cita. Gli infissi, 32.802 euro, sono stati proposti in aggiudicazione e poi mai affidati né forniti, mentre il Comune comprava una porta a parte con i soldi del bilancio. Sul tetto, nella foto qui sotto, si contano quarantadue pannelli; il computo ne prevede trentasei, e nessun atto dice se l'impianto sia collegato alla rete. La climatizzazione funziona. Il prezzo fissato dal Comune per il fotovoltaico, 2.714 euro al chilowatt, è il più basso del programma, ed è il metro per tutto il resto.

Messi in fila i cinque edifici, il quadro è questo: sette euro su dieci a cinque imprese di fuori paese che non avevano mai lavorato per il Comune, e proprio a loro i prezzi più alti. Il conto completo, atto per atto, è in fondo a questa pagina.
Le domande
Questa Amministrazione ha scelto da sola le imprese, ha scritto da sola prezzi a ridosso del massimo che il contributo consente, ha accettato un ribasso di 6,84 euro, e poi ha taciuto. Dalla nostra prima informativa su questo programma, il 31 luglio, sono passati più di due mesi: il Comune non ha risposto con un solo atto, nessuna verifica, nessuna replica, nemmeno alla nostra istanza di accesso agli atti del 12 settembre. A questo punto la domanda non è più se abbiano sbagliato. È perché.
Il Sindaco ha proposto il programma, ha tenuto per sé la delega ai lavori pubblici e ha votato quei prezzi in Giunta: sapeva che cosa approvava? Se sì, perché l'ha fatto; se no, chi decide in questo Comune? Con l'affidamento diretto il Comune poteva chiedere a chi voleva, e nessun atto dice perché abbia chiesto proprio a loro: le forniture più grosse e più care, 761mila euro su un milione, a cinque imprese di fuori che non avevano mai lavorato per il Comune; la manutenzione della pubblica illuminazione, dal 2023 a oggi, sempre alla stessa impresa. Perché? Chi ha scelto ogni impresa, e con quali esperienze documentate? Chi ha deciso, istruito e pagato ha firmato le dichiarazioni di assenza di conflitto di interessi che il Codice richiede? Se qualcuno aveva rapporti con le imprese scelte, lo ha dichiarato e si è astenuto, come la legge impone? Le responsabilità di chi sbaglia, in questo Comune, si pagano?
Le risposte le aspettiamo in Consiglio comunale, dal Sindaco e dalla Giunta, davanti ai cittadini. Presenteremo un'interrogazione su tutte le anomalie dei cinque interventi e chiederemo che la seduta sia trasmessa in diretta su Facebook, come questo Comune faceva all'inizio della consiliatura. Se la richiesta non sarà accolta, la registreremo noi.
Il fotovoltaico: quattro impianti, quattro prezzi
Un chilowatt è un chilowatt ovunque lo si monti. Quattro impianti dello stesso tipo, approvati lo stesso giorno, quattro prezzi al chilowatt diversi:
| Edificio | Potenza | Prezzo fissato dal Comune (senza IVA) | Euro per kW |
|---|---|---|---|
| Sede del Comune | 18,00 kW | 48.843 € | 2.714 € |
| Campo sportivo | 19,92 kW | 64.225 € | 3.224 € |
| Ex asilo nido | 20,28 kW | 84.208 € | 4.152 € |
| Tensostruttura | 9,96 kW | 49.300 € | 4.950 € |
Dal più economico al più caro c'è l'82 per cento di differenza. Lo stesso vale per gli infissi: la stessa voce di prezzario, «infisso scorrevole alzante a due ante», vale 1.418 euro al metro quadro al campo sportivo, 1.825 all'ex asilo nido e alla sede, 2.100 al Palacrok e alla tensostruttura. Potenze e prezzi sono quelli dei computi metrici allegati alla delibera n. 39.
Nessuna gara, un'offerta per volta
L'Avviso del Ministero dell'Ambiente, all'articolo 8, dice che il Comune «dovrà avviare una gara d'appalto conforme alle prescrizioni contenute nel Codice dei contratti pubblici»; le sue domande frequenti ammettono un solo operatore invitato, ma solo se «in possesso di documentate esperienze pregresse idonee». Il Comune di San Marco ha fatto diciassette affidamenti diretti, uno per fornitura, con una sola offerta per ciascuno. Nelle sessantotto determine del programma non c'è una riga che spieghi perché quella impresa e non un'altra, né traccia di esperienze documentate; quante imprese siano state interpellate non si sa, perché le lettere di invito non sono pubblicate. In dieci casi su diciassette le offerte sono cifre tonde: 63.000, 58.000, 133.000, 90.800, 48.800 euro. Non sono ribassi calcolati su un computo: sono numeri scritti. Chi decide a chi chiedere l'unica offerta decide anche il prezzo. Il Comune sa fare altrimenti: nel settembre 2024, per 44mila euro di lampade al cimitero, fece una gara con nove imprese. Sette mesi dopo, per oltre un milione di euro, ha chiesto un'offerta per volta.
Le imprese
Sette imprese: le due di San Marco hanno avuto 328mila euro, IVA compresa, le cinque di fuori 761mila. A quanto risulta dagli atti pubblicati all'albo dal 2019, nessuna delle cinque aveva mai avuto un affidamento dal Comune prima del 2025. Per ciascuna, dalle visure camerali e dagli atti:
JALE Srl, San Marco: centrale termica e fotovoltaico della sede. Lavora per il Comune dal 2021, la sua pompa di calore funziona, il suo fotovoltaico è il meno caro del programma. Resta da spiegare da dove venga il prezzo della centrale termica, scritto dal Comune senza l'analisi che il computo cita.

CML 2 Srl, San Marco: le tre forniture del campo sportivo. Attività prevalente «servizi di progettazione di ingegneria integrata»; dal 2023 ha la manutenzione di tutta la pubblica illuminazione del paese. Rifatti i conti atto per atto, da quando si è insediata questa Amministrazione sono ventidue affidamenti per 474.992 euro, tutti diretti o in proroga tranne uno, e pagamenti per 486.221 euro, compresi 37.830 euro a saldo di un contratto del 2021. Il 25 marzo 2026 abbiamo chiesto per iscritto come fosse rispettata la rotazione; la risposta: «si è preferito far operare sull'impianto la stessa ditta». Dopo quella richiesta, fra marzo e agosto 2026, altri quattro affidamenti diretti alla stessa impresa; due di questi poggiano su preventivi protocollati in blocco: diciassette, datati da gennaio a dicembre 2025, registrati tutti negli ultimi tre giorni dell'anno. Segnalazione ricevuta, niente cambiato.
LFS Group Srl, Grottaminarda: infissi e luci in tre edifici, 273mila euro, la somma più alta ricevuta da una sola impresa. Attività prevalente iscritta in Camera di commercio: «commercio all'ingrosso di computer, apparecchiature informatiche periferiche e di software». I suoi infissi sono computati a 1.825 euro al metro quadro all'ex asilo nido e a 2.100 alla tensostruttura, contro i 1.418 del campo sportivo.
TERNA di Romano Ida Rosa, Molinara: le trenta finestre del Palacrok, 162mila euro, la singola fornitura più cara del programma. Impresa individuale iscritta nell'aprile 2024, con abilitazioni impiantistiche del 20 marzo 2025, un mese prima dell'avvio della procedura, un solo dipendente e i serramenti non fra le attività dichiarate. Il Comune l'ha interpellata da sola; di esperienze documentate, negli atti, non c'è traccia.
De Masi Srl, Napoli: i due fotovoltaici dell'ex asilo nido e della tensostruttura, 155mila euro. Impresa strutturata, nata nel 1986, sedici dipendenti. I prezzi al chilowatt che il Comune ha scritto per lei, 4.152 e 4.950 euro, sono fino all'82 per cento sopra quello della sede.
F.M.F. Impianti Srl, Reino: pompa di calore e relamping del Palacrok, 103mila euro. Società costituita nel gennaio 2023 e attiva da settembre 2023, cinque addetti.
Engineering Evolution Srl, Apice: solare termico e relamping della tensostruttura, 67mila euro. Società del 2020, undici dipendenti, due milioni di produzione nel 2025; attività prevalente iscritta «commercio al dettaglio di altri prodotti vari», attività svolta dichiarata «attività degli studi di ingegneria», abilitata per gli impianti elettrici dall'ottobre 2020.
Nessuna legge obbligava a cercare fuori paese le cinque imprese con i prezzi più alti: con l'affidamento diretto si sceglie liberamente. Che cosa lasci pensare, lo decida chi legge.
Il conto
L'Avviso ammetteva cinque istanze per Comune e 221.000 euro per ciascuna, senza IVA. San Marco ne ha presentate cinque, e due progetti, il Palacrok e la tensostruttura, sono stati scritti a meno di duecento euro dal tetto. Il pagato coincide al centesimo con il contributo del Ministero: dove l'offerta lo superava, l'ultima fattura è stata ridotta per restare nel contributo.
| Edificio | Prezzi fissati dal Comune | Pagato |
|---|---|---|
| Palacrok | 269.396 € | 265.716 € |
| Campo sportivo | 168.677 € | 162.906 € |
| Sede del Comune | 235.870 € | 190.860 € |
| Ex asilo nido | 239.932 € | 233.464 € |
| Tensostruttura | 241.030 € | 236.411 € |
| Totale | 1.154.906 € | 1.089.357 € |
Tutti gli importi sono con l'IVA e i totali sono calcolati sui centesimi. Per la tensostruttura la prima colonna, 241.030 euro, è il prezzo dopo la sostituzione della centrale termica con un solare termico; la Giunta ne aveva approvati 269.575. La differenza fra le due colonne, 65.549 euro, è fatta da tre cose: i ribassi, 1,36 per cento in tutto; gli infissi della sede mai affidati; le fatture ridotte per stare dentro il contributo del Ministero. Un milione di euro, e nessuna impresa ha mai dovuto battere il prezzo di un'altra. Tutti gli atti citati sono in fondo a questa pagina, fra gli allegati, con l'Avviso del Ministero e le sue domande frequenti.
Chi ha deciso
Non l'ufficio tecnico, che istruisce e firma perché è l'unico che può farlo. La delibera di Giunta n. 39, come la richiamano tutte le determine, dà atto che «è possibile negoziare, direttamente con i fornitori, i tempi, i prezzi e le condizioni di esecuzione delle prestazioni contrattuali»: la strada è scritta nell'atto politico. La Giunta ha approvato all'unanimità progetti e prezzi; l'assessore al bilancio, che firma anche come Responsabile del Settore finanziario, ha messo il visto su aggiudicazioni e pagamenti. Sono state scelte di governo, e di governo è la responsabilità.
Continueremo a leggere gli atti e a raccontarveli. Perché controllare e informare i cittadini è il nostro compito.
Gruppo consiliare NOVA «Nuovo Fare Comune», Remo Cavoto e Angelo Casciano
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